Nuovo Polo dei Laboratori Rita Levi Montalcini

Ricerca

Una struttura tecnologica leggera, sensibile alla luce, un luogo dedicato alla ricerca che interconnette persone e saperi.

2025

Anno

Roma

Luogo

INMI Lazzaro Spallanzani

Committente

Concorso di progettazione

Tipologia

The Moor

Rendering

La proposta
La proposta di Busselli Scherer per il concorso indetto dall’INMI L. Spallanzani di Roma, dedicato alla realizzazione del nuovo Polo dei Laboratori Rita Levi Montalcini, trova ispirazione nella scienziata di immenso prestigio alla quale questo luogo è dedicato. Una donna simbolo di progresso e parità, ricercatrice di fama mondiale, mentore e innovatrice nonché figura di grande eleganza e sensibilità. L’architettura qui presentata si propone di incarnare questi aspetti al fine di porsi quale punto di riferimento identitario non solo all’interno dell’universo rappresentato dall’istituto Spallanzani, ma anche a livello europeo e internazionale. Attraverso un preciso approccio volumetrico, la creazione di una rete connettiva fisica e visiva, specifiche soluzioni volte a garantire sostenibilità ambientale e sociale, nonché una speciale facciata attiva corredata da una copertura verde, il Nuovo Polo dei Laboratori “Rita Levi Montalcini” mira a essere riconosciuto quale centro d’eccellenza vivo e sinergico, in equilibrio con il contesto e le persone che lo popoleranno.

Relazione con il contesto

Il Nuovo Polo si presenta come una struttura tecnologica leggera che definisce visivamente la sua identità senza prevaricare. La scelta cromatica di facciata, tendente al bianco, punta alla creazione di un gioco visuale preciso. Da un lato l’edificio si allinea alle cromie del vicino padiglione Alto Isolamento, mantenendosi chiaro e simbolicamente legato al mondo della ricerca. Al contempo, le materialità di facciata – riflettendo parzialmente la luce del sole di Roma – si riscaldano nel colore entrando in connessione visiva con gli edifici storici di riferimento, dalle cromie tipicamente giallo/ocra. Attraverso questa scelta, il nuovo centro d’eccellenza si pone quale trait d’union tra storia e contemporaneità mantenendo, al contempo, la sua originalità espressiva.

Il concept

Il concept dell’edificio si fonda su elementi quali flessibilità, autonomia, interconnessione e sostenibilità in linea con le esigenze dei centri di ricerca di ultima generazione. Quattro volumi indipendenti, anche dal punto di vista impiantistico, alimentati da quattro cavedi tecnici verticali dedicati, si affacciano su una “piazza/foyer” centrale, cuore sociale dell’edificio, connettendosi tra loro grazie a un sistema di collegamento agile e intuitivo. Ogni volume si innesta nel lotto massimizzando il suo potenziale, costituendo un elemento autonomo e funzionante nella sua individualità.

Il sistema connettivo interno, caratterizzato da collegamenti sospesi, ballatoi e aree di incontro ai piani, scandisce i flussi della vita interna all’edificio potenziando l’interconnessione tra i volumi. Esternamente l’unitarietà complessiva è conferita dalla matericità di facciata, comune a tutti gli innesti, che marca l’identità dell’architettura conferendole una forte componente innovativa. La percezione è di un cosmo interconnesso, un universo in attività, dove ogni parte comunica con le altre grazie a una rete di connessioni definite. Esternamente questa rete di collegamento sospesa si innesta nei due edifici di prossimità a livelli diversi, realizzando un ecosistema visivamente riconoscibile. Una connessione aerea che, dal cuore dell’edificio, si irradia verso l’esterno potenziando la percezione di un sistema unito e interdipendente, dove ricerca, formazione e cura si compenetrano.

La flessibilità d’uso trova espressione da un lato al Piano Terra, dove due ampi spazi polifunzionali possono essere adattati a seconda delle esigenze e delle emergenze, dall’altro nella configurazione a quattro volumi autonomi dell’edificio che, grazie alla gestione separata dell’impiantistica, permettono di adeguare gli spazi interni a destinazioni d’uso future. Unitamente alla scelta dei materiali e alle soluzioni impiantistiche individuate, la sostenibilità di progetto trova massima espressione nella facciata attiva. Un sistema sostenibile di schermatura e captazione dell’energia solare in grado di massimizzare gli effetti positivi dell’intenso irraggiamento tipico della capitale.

La piazza

La porzione centrale interna, su cui affacciano i quattro volumi, è la piazza. Un luogo simbolico e di aggregazione, illuminato a livello zenitale da un lucernario che incanala la luce naturale massimizzando l’effetto di apertura spaziale. La piazza è luogo di passaggio ma anche di sosta, grazie all’inserimento di arredi modulabili e configurabili a seconda delle necessità. All’occorrenza può essere concepita come spazio istituzionale e di rappresentanza dove dare luogo a importanti presentazioni o eventi. All’interno di questo spazio, decentrato rispetto al lucernario, trova casa un albero, simbolo di vita. A fare da quinta a tale ambientazione è un’imponente parete materica che dialoga con la luce del sole. Una scenografica cornice architettonica pensata per conferire prestigio e forza comunicativa al Nuovo Polo dei Laboratori. Centrale ai quattro volumi il blocco servizi e ascensori è posizionato sul retro della parete a tutta altezza. Questa scelta rende l’elemento facilmente raggiungibile a ogni livello dell’edificio, celandone al contempo la presenza. Immediatamente visibili dalla piazza, ma separati da un filtro di accesso vetrato, i vani scala sono posizionati nelle porzioni est e ovest interne all’edificio in continuità con le porzioni passanti dell’opera.

L’ingresso principale

L’ingresso principale è un’imponente spaccatura vetrata a tutta altezza, che divide il volume sud dal volume est, e che mette in relazione visiva l’ambiente esterno con la piazza interna. Sull’ingresso, ai diversi livelli dell’edificio, sono collocati foyer/lounge destinati ad aree relax e spazi informali di incontro. Da qui chi è fuori può percepire la vita interna del Nuovo Polo per la Ricerca e chi si trova all’interno può far spaziare la vista sul verde esterno. Una connessione visiva vitale distribuita su tutta l’altezza dell’opera.

I laboratori

Gli spazi dedicati alla ricerca, suddivisi su quattro aree funzionali a piano, sono progettati per consentire un funzionamento a diverse configurazioni. La porzione spaziale in affaccio sul corridoio è adatta a ospitare vani chiusi, funzionali alle attività di laboratorio, con ridotta necessità di illuminazione naturale dedicati a spazi deposito, stoccaggio materiali biologici e aree di lavoro isolate. Le spazialità prominenti le facciate si prestano ad un’organizzazione flessibile sia in chiave open space che suddivisa secondo necessità funzionali. Applicata a tutti i volumi dell’opera, tale configurazione garantisce all’Istituto una pianificazione flessibile del layout interno.