JuKuRIKU

Cultura & Tempo libero

Un centro giovanile che è una città in miniatura dove contrasto e verità dei materiali lasciano spazio all’espressività dei giovani.

Desideri

 

Il calcio balilla, il tavolo da biliardo, le freccette, la sala prove per le bande musicali, il bar, la cucina, i divani, l’area chill out, il ripostiglio, la “Gitschen Raum” la sala dedicata alle ragazze e l’ufficio. JuKuRIKU non è solo un centro giovanile ma un luogo dei desideri per i giovani delle comunità altoatesine di Rifiano e di Caines. Grazie a un lavoro di totale rilettura e ridefinizione degli spazi interni, quella che prima era l’ex sede dei Vigili del Fuoco e poi il magazzino comunale, oggi è una micro città per le donne e gli uomini del futuro; con piazzali, strade e stanze da abitare, facciate grezze e prosceni, angoli dove fare comunità e ambienti privati in cui ritrovare la propria dimensione.

 

Tanti ambienti diversi

 

Di fronte alle numerose esigenze di vita degli abitanti di JuKuRIKU l’organizzazione dello spazio, su molteplici livelli abitativi, è stata una scelta naturale. C’è la grande sala centrale per le feste e le attività comuni, l’angolo cucina con l’ampio bancone, la sala dedicata alle ragazze, la scatola ufficio, la piccionaia dove affacciarsi per guardare giù, lo sgabuzzino. Ogni ambiente è il frutto di un lavoro di organizzazione dello spazio minuzioso, fatto di altezze che vanno da 2,40 metri a 1,50 metri. Ariosità e intimità si alternano in un gioco urbano fortemente creativo.

 

Anno

2020

Luogo

Rifiano / Caines

Commitente

Comune di Rifiano

Fotografia

D. Perbellini

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Appropriazione

 

Alla base del progetto c’è l’idea di poter dare ai giovani un luogo da fare proprio. Un concetto in divenire dove gli stessi materiali, utilizzati nella loro forma più vera – quella edile – raccontano una storia: quella del costruire. A contatto diretto con laterizi, calcestruzzo, ferro e cemento i ragazzi possono realizzare un’esperienza non solo visiva ma anche tattile ed entrare nel merito del come si costruisce un edificio. Inoltre, il carattere essenziale dei materiali lascia spazio a una profonda personalizzazione che, per i giovani, diviene strumento espressivo. Appropriarsi della casa che abitano, è questo l’obiettivo di JuKuRIKU.

Contrasti

 

Liscio – ruvido, duro – morbido, caldo – freddo. Il progetto architettonico gioca sui contrasti con materiali poveri e di semplice manutenzione. L’ufficio di appena nove metri quadrati, con le sei superfici di delimitazione dello spazio tutte diverse, ne è un esempio chiaro. La “Gitschen Raum”, la sala delle ragazze, con l’Erker del piano alto caratterizzato dalla piccola finestra in vetro di forma piramidale – nella quale sporgersi e dare uno sguardo senza essere visti – accoglie il mondo femminile tra legno, mattoni e trasparenze. Il collegamento con il piano sottostante è dato dalla scala in ferro, anch’essa priva di ogni aggiunta stilistica. Qui gli elementi di fissaggio, che solitamente trovano posto nella muratura, sono a vista.

L’esterno

 

Esternamente l’edificio si caratterizza per due elementi: i nuovi bagni pubblici e la pensilina dell’autobus. Forte è l’azione di rigenerazione stilistica e progettuale applicata ai servizi igienici. Il rosso della parete, delle porte e delle stesse icone a grandezza uomo mette in risalto la porzione di facciata contraddistinta dai due archi. Qui si trova anche l’accesso principale al centro giovanile. Mentre per la fermata dell’autobus gli elementi caratterizzanti sono le tre sedute rosse per l’attesa, la copertura soprastante e la barriera posta lungo la parete finestrata con doppia funzione: protezione e seduta.

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